Il maestro di golf è un argomento quanto mai controverso, su cui si sente tutto e il contrario di tutto.

Quel che è certo è che per poter iniziare a giocare le prime gare partendo dall’handicap più basso c’è bisogno di aver imparato i primi rudimenti da un maestro; per chi non ha preso mai la mazza in mano, infatti, anche solo colpire la pallina sembra un’impresa e il movimento di swing risulta la cosa più innaturale del mondo. Iniziare sin dal principio imparando da un professionista i movimenti corretti è utilissimo per non trascinarsi nel tempo errori che diventano man mano più difficili da correggere.

Bisogna però fare attenzione a chi affidare la propria tecnica e i propri soldi (che non sono pochi) con la speranza di migliorare in questo sport.

La prima cosa da fare è controllare sul sito federale se il sedicente maestro sia effettivamente tale, – un maestro infatti deve aver superato l’apposito esame dopo aver frequentato la Scuola Nazionale di Nepi ed essere quindi abilitato all’insegnamento – non è sufficiente che sia un buon professionista.

Questa è la parte più facile perché parliamo di un dato oggettivo. Meno immediato è controllare se il PRO (maestro e professionista) sia affine con noi, cioè se il suo modo di insegnare sia quello più adatto a farci progredire in maniera rapida e soprattutto piacevole, nonché a consigliarci l’attrezzatura più adatta alle nostre particolari caratteristiche fisiche e tecniche. C’è infatti chi ha cambiato più di un maestro per poter finalmente “sentire” che dopo ogni lezione imparava qualcosa e che la volta successiva era in grado di metterlo in pratica; quando l’insegnamento – e l’istruttore – si adattano all’allievo i progressi sono misurabili.

Qualcuno obietterà che esistono campioni, come Bubba Watson, che non hanno mai preso lezioni, ma si tratta di casi isolati, in cui c’è un vero e proprio talento naturale. In generale libri sul golf, video lezioni o simulatori possono essere un valido aiuto, ma non possono sostituire l’allenamento vero e proprio sotto la guida di un PRO competente.

In conclusione possiamo dire che non c’è un maestro bravo in assoluto, così come non c’è uno swing corretto in assoluto, è questione di trovare la propria strada (e la propria “guida”) con pazienza e costanza.





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