Pieralberto Miglietta, a Madonnina di Serralunga di Crea, continuando una tradizione che dura da 5 generazioni, produce nel suo laboratorio salumi tipici del Monferrato e del Piemonte. Siamo sicuramente di fronte ad un’azienda, che in termini di qualità ed eccellenza, ha raggiunto i massimi livelli. Nel corso degli anni, pur rimanendo legato ad una lavorazione prettamente artigianale, il salumificio si è innovato sviluppando le più moderne tecnologie. Il risultato finale è una gamma di prodotti tipici della massima affidabilità, con alle spalle di tutto una non comune bravura delle maestranze (i salumi sono legati esclusivamente a mano, le celle di stagionature sono rivestite di mattone vivo così da trattenere le muffe “nobili”, ecc…..). La grande esperienza e professionalità, congiunta alle particolari caratteristiche del microclima (il salumificio è situato alle pendici del Sacro Monte di Crea, patrimonio dell’Unesco e collina più alta del Monferrato) hanno fatto il resto permettendo al prodotto di ottenere gli antichi sapori di un tempo che fu!

La muletta monferrina.

L’origine del nome “muletta” è alquanto incerta: nonostante l’affinità etimologica, non c’è alcun riferimento al mondo equino, dato che nella preparazione non si sono mai usate né carni, né budella di mulo o asino. Sembra piuttosto che il nome arrivi da Trieste, dove, in dialetto, significa “ragazza”: forse, alcuni soldati delle guerre risorgimentali, di ritorno dal fronte orientale, ebbero un così bella impressione della soppressa veneta e delle “mule”, cioè le ragazze triestine, da volerne trasmettere il ricordo in un nuovo salame di produzione esclusivamente piemontese.

La muletta, oggi, consiste per l’80% di carne suina pregiata e di prima scelta come coscia, culatello della lonza, spalla e fesotto di spalla tritata a grana media e di un restante 20% a base di grasso di pancetta; queste due porzioni vengono macinate insieme e condite successivamente con sale, pepe in polvere bianco e nero, noce moscata ed un infuso di aglio e vino, in genere Barbera.

L’impasto va quindi insaccato: si usa il budello cieco di maiale, naturale, quindi, e non quello sintetico come per altri tipi di salami. Questo budello è più adatto alle lunghe stagionature e dà al salume una forma irregolare, quasi ovoidale, tozza e dal diametro di circa 10 cm. La muletta è così pronta per essere collocata in una stanza chiamata “asciugamento” per circa una settimana, al termine della quale viene poi trasferita in un altro locale adibito alla stagionatura: qui rimarrà 3-4 mesi, protetta da un microclima ambientale sempre ventilato e fresco, con una temperatura intorno a 12 C° e un tasso di umidità dell’80%. Già dopo alcuni giorni di stagionatura, si può notare la presenza di muffe: si tratta però di muffe nobili, quindi ben gradite, che contribuiscono in parte alla formazione dell’aroma e del sapore della muletta; tali formazioni, tuttavia, vengono parzialmente rimosse ogni 20 giorni circa per permettere la giusta traspirazione del salame.

– www.salumificiomiglietta.com –