Il putt è spesso – erroneamente – trascurato dai principianti, che si allenano principalmente nel gioco lungo, sottovalutando quanta importanza abbia nel migliorare gli score.

Come allenarlo però? La base di partenza è un’esecuzione corretta del movimento. Bisogna tenere fermi sia i polsi che la parte bassa del corpo (ossia dal bacino in giù), effettuando un’oscillazione di spalle e di braccia. Nel putt cambia il grip – perché l’indice sinistro va a sovrapporsi alle dita della mano destra; le linee del corpo devono essere parallele alla linea di gioco e gli occhi stanno sulla verticale della palla; da questa posizione di partenza bisogna spostare la testa leggermente verso destra, per avere una visione di dove si sta mirando. Il bastone è molto verticale rispetto al terreno ed è fondamentale impattare in modo corretto, cioè al centro della faccia del putt, lo sweet spot.

Per migliorare nel movimento si può fare un puntino ben evidente con un pennarello sulla pallina; posizionarla col puntino in alto e concentrarsi su di esso mentre si colpisce. Riducendo il backstroke, di modo che la testa del bastone si stacchi solo pochi pollici dalla pallina, si è costretti ad accelerare il putter nel through-stroke, limitando così gli errori di apertura e chiusura della faccia del bastone. Non bisogna aver fretta di girare la testa per controllare se si imbuca, perché ciò in automatico porta a inclinare la faccia del bastone modificando la direzione della pallina, ma concentrarsi invece sul (dolce 😉 ) suono che fa quando cade nella buca.

Un altro importantissimo aspetto da considerare è quello psicologico, perché il primo presupposto per eseguire un putt da manuale è… crederci!

Tornando a fattori più “facilmente misurabili” non si possono trascurare la pendenza e il vento. Il green va studiato da lontano, man mano che ci si avvicina; bisogna soffermarsi bene sulla distanza pallina-buca e immaginarsi la curvatura della traiettoria in base alla pendenza del green. È importante considerare una curvatura minore di quella normale per i putt in salita e maggiore del normale per quelli in discesa, nonché saper controllare l’energia che si imprime alla pallina.

Mirare ad un tee infilato nel terreno è un altro valido esercizio per migliorare la precisione nel gioco corto, perché poi andare in buca sembrerà nettamente più facile.

Esistono poi svariati trick per abituarsi ad impattare al centro della faccia del putt: colpire con un putter con la testa a sfera delle stesse dimensioni della pallina; mettere due feltrini adesivi ai lati del putt; posizionare due tee sul terreno, uno in corrispondenza della punta del putt e l’altro all’altezza del tacco, facendo passare la pallina in mezzo.

Dopo aver individuato i modi di allenare il putt più congeniali, ci si può dedicare all’obiettivo: emulare il movimento a pendolo dei professionisti, che non ne sbagliano uno!