Per migliorare il proprio score la scelta dell’attrezzatura ricopre un ruolo determinante; anche la scelta della pallina, quindi, può essere d’aiuto per fare dei progressi in campo.

La prima doverosa precisazione è che non esiste una pallina migliore in assoluto, perché il concetto di migliore è relativo al nostro livello e al nostro obiettivo.

La USGAUnited States Golf Associationha stabilito gli standard per le palline: peso massimo 45,92 grammi, forma sfericamente simmetrica, diametro non inferiore a 4,26 centimetri, velocità massima di 75 metri al secondo.

Esistono comunque alcune linee guida fondamentali da tener presente.

Per i neofiti o chi è ancora alle prime armi è meglio optare per palline economiche o comunque usate, di colori ben accesi che le rendano evidenti. Ciò perché sarà sicuramente elevato il numero di palline perse o che finiranno tra i cespugli o nei boschi; quindi più saranno facili da recuperare e meglio sarà.

Per i giocatori di handicap alto sarà preferibile acquistare palline dure, rivestite in surlyn, più resistenti, che consentano di tirare lontano, con un basso spin che minimizzi gli errori di slice o hook, a scapito della precisione nel gioco corto.

I giocatori di handicap medio inizieranno a essere più sicuri sulla distanza e voler migliorare i loro score nel gioco corto (il driver si usa in media 13 o 14 volte in una gara, i ferri medi o corti molto di più). Poiché approcci e putt sono i colpi più influenzati dal tipo di pallina, bisognerà valutare palline con tocco abbastanza morbido, che consentano di controllare meglio gli approcci, senza sacrificare la distanza nei colpi lunghi.

I professionisti o comunque golfisti di handicap basso prediligeranno le palline premium, morbide, in uretano; rinunceranno a pochissimo a livello di distanza, ma guadagneranno una notevole precisione nel gioco corto, con un tocco più soft e maggiore spin. Assolutamente sconsigliate ai principianti, sono le più costose.

Le caratteristiche appena elencate dipendono da come sono fabbricate le palline stesse.

Quelle formate da un unico blocco in gomma con nucleo solido vengono utilizzate quasi esclusivamente nei campi pratica.

Quelle a due parti hanno elastici e nucleo compatto di gomma e un rivestimento di plastica, sottile e duro.

Quelle a tre parti, hanno uno strato intermedio in cui viene inserito del liquido speciale, mantenendo comunque spin e tocco migliore di quelle a due parti.

Quelle a quattro pezzi garantiscono il massimo in termini di spin e ottimizzazione del colpo; hanno un nucleo in gomma leggera, l’esterno è in uretano; l’energia si trasferisce dall’impatto al nucleo attraverso i vari strati, migliorando le distanze senza ridurre lo spin.

Esistono poi anche quelle a cinque pezzi, estremamente leggere, che ottimizzano le performance con qualunque bastone si colpisca.

Non sempre comunque a prezzi maggiori corrispondono prestazioni migliori, perché marche come la Snell o la Vice raggiungono livelli soddisfacenti a prezzi bassi rinunciando alle spese pubblicitarie o vendendo esclusivamente online.

Esistono poi anche palline personalizzate, biodegradabili, luminose e pertanto visibili al buio, leggere per l’allenamento indoor, da collezione e così via.

Per concludere, la cosa migliore è scegliere la pallina in base alle caratteristiche individuali del proprio swing e del proprio gioco, unico per distanza, controllo e velocità.