I legni che si usano nel golf possono avere due curvature: una orizzontale, dal tacco alla punta – il bulge e l’altra verticale, tra la parte alta e la suola – il roll. “Possono” perché ormai la tendenza è di produrre legni che abbiano unicamente una curvatura orizzontale.

A cosa servono tali curvature?

Il bulge permette di creare un effetto “ingranaggio” con la pallina, andando a correggere gli errori commessi al momento dell’impatto, più frequenti di quanto crediamo, anche ai professionisti.

Se la pallina viene colpita più verso la punta rispetto allo sweet spot, infatti, la tendenza sarebbe quella di un lancio verso destra; si avrà invece un hook, cioè un lancio verso sinistra; ciò per l’effetto ingranaggio sopra citato che si crea, appunto, tra i denti (immaginari) della pallina che si combinano con quelli della faccia ricurva del bastone.

Il contrario accade se si impatta più verso il tacco, la palla partirà verso sinistra, ma la conclusione del tiro sarà uno slice, ovvero un volo verso destra.

Il bulge compensa l’errore di impatto e mantiene la pallina verso il centro del fairway, certo, ma ciò vale entro un certo limite; nulla può, ovviamente, contro errori gravi nello swing.

Il bulge riguarda solo i legni, perché le facce dei ferri devono essere perfettamente piatte.

Il roll, al contrario, non influenza minimamente la traiettoria della pallina, ma solo la sua altezza, in quanto ne modifica l’angolo di partenza in base al punto in cui la pallina è colpita dalla faccia del bastone.

Per questi motivi ormai i legni moderni tendono a non presentare alcuna curvatura verticale, giudicata pressoché inutile. Quelli in titanio, sempre più avanzati, stanno rendendo pressoché superfluo anche il bulge; ciò sia per la straordinaria distribuzione delle masse che per il centro di gravità ravvicinato rispetto alla faccia del bastone.