Il colpo per uscire dal bunker – detto explosion, blast o splash shot –  è uno dei più ostici per i principianti – perché sovverte le solite regole, essendo l’unico in cui non bisogna impattare direttamente la pallina – pena una traiettoria violenta e incontrollabile. Il ferro dovrà dunque toccare solo la sabbia, il cui spostamento a sua volta contribuirà a spostare la pallina; richiede maggior forza e più accelerazione, oltre ad un’angolazione diversa della lama.

È, d’altra parte, uno dei colpi più facili per i professionisti perché, se lo si sa fa nel modo corretto, colpire la sabbia è più facile che colpire la pallina in maniera precisa, nello sweet spot.

Vediamo quali sono la posizione corretta di set up e l’approccio ottimale.

Bisogna avere il peso del corpo in avanti e le gambe ben piantate nella sabbia e un po’ più flesse del solito – avere il baricentro basso infatti contribuisce a donare la stabilità necessaria alla maggior forza richiesta da questo tiro. Bisogna tenere le mani ferme, accelerare con la rotazione del corpo e colpire con la faccia del sand (o del pitch) in posizione aperta. I maestri consigliano di immaginare la pallina come un bicchiere pieno d’acqua, di cui, colpendolo, non bisogna versarne nemmeno una goccia. La pallina va posizionata sulla sinistra per avere un angolo di attacco più verticale, uno swing dall’alto verso il basso e maggior loft; si deve mantenere il peso del corpo sul piede sinistro, per compensare la faccia aperta che punta a destra. L’impugnatura del bastone dev’essere corta, per consentire un controllo maggiore.

Il trucco sta nel colpire la “fettina” di sabbia, circa 5 cm sotto la pallina, impattando con un unico movimento fluido, come se la pallina fosse su un tee e si mirasse a spostare solo quest’ultimo. Gli errori più comuni sono colpire troppa sabbia o colpire dietro la palla, entrambi impediscono di imprimere alla pallina la forza necessaria.

Fattori variabili, ma importantissimi da considerare sono: la quantità di sabbia (usare meno forza se ce n’è meno), se la sabbia è bagnata o asciutta (maggiore velocità nel downswing nel primo caso) e l’altezza della sponda.

Bisogna allenarsi in questo colpo perché talvolta nel bunker si perdono molti punti dello score. L’aspetto psicologico è fondamentale per mantenere la calma e visualizzare una brillante esecuzione del colpo.

Il ferro da utilizzare è solitamente il sand – il nome è già chiarificatore – 56° (soprattutto per le uscite corte), ma talvolta è preferibile usare un 52° o un pitching wedge, andando sempre ad aggiungere al bounce (che già aiuta a “tagliare” la palla) un’apertura della faccia che aumenti suola e loft del bastone. Come già accennato sopra, il bastone non deve sprofondare nella sabbia, ma scivolare sotto la palla. Si usano pertanto bastoni con bounce e suola generosa.

Detto tutto ciò… Sarebbe cosa buona nel bunker non entraci proprio 😉