Sono ormai praticamente tutti concordi sul fatto che l’aspetto psicologico nella preparazione di un golfista conti almeno quanto tutti gli altri: quello tecnico, tattico, fisico, il regime alimentare e l’attrezzatura.

Il golf mette a dura prova la mente di chi lo pratica per diversi motivi, tra cui la notevole durata di completamento di un percorso a 18 buche (circa 4 ore), durante le quali non è semplice mantenere la concentrazione elevata.

Un altro aspetto da non sottovalutare è quello meteorologico: praticando all’aperto, può capitare che fattori comuni come una folata di vento cambino la traiettoria della pallina rispetto alle intenzioni di chi ha effettuato il colpo.

Giocare all’aperto ha ovviamente anche dei vantaggi: i contesti dei campi sono spesso magnifici, immersi nel verde e con panorami notevoli, vere e proprie oasi rispetto allo stress cittadino.

Tra gli aspetti da allenare – tanto quanto i movimenti corretti, la postura o la scelta del legno o del ferro più adatto – vi sono: la visualizzazione del colpo o dell’intera gara in maniera positiva – come se fosse un vero e proprio film – ; cercare di mettere in pratica, durante le competizioni, quello che si è in grado di fare, senza stress o ansia da prestazione; soffermarsi sulle prove positive (e dimenticarsi subito dei colpi sbagliati o insoddisfacenti); concentrarsi sul fairway senza paura di mandare la pallina in uno dei vari ostacoli del percorso (bunker o d’acqua che siano). Soprattutto bisogna colpire dandosi un obiettivo preciso, non mandare la palla il più lontano possibile, ma ragionare su una strategia, anche in base al bastone che si vorrebbe adoperare al tiro successivo – da valutare in base alla nostra dimestichezza o capacità individuale; la sicurezza con cui si colpisce incide infatti parecchio.

Tiger Woods, forse il più grande golfista di sempre, ha ammesso che non avrebbe mai raggiunto i suoi traguardi senza un’adeguata preparazione psicologica e ha dichiarato che i suoi più grandi successi sono nati prima di tutto nella sua mente.

Per tutti questi motivi sono sempre di più i golfisti che si affidano a dei professionisti, gli psicologi dello sport, in grado di supportarli nei problemi di ogni livello: dal voler rinunciare a praticare questo sport per chi è alle prime armi (e riscontra delle difficoltà nel compiere il movimento di swing in maniera efficace e naturale) a chi si trova a dover affrontare competizioni di livello sempre più alto con la mente libera; il tutto ovviamente finalizzato al miglioramento misurabile delle performance.

Possiamo sicuramente affermare, concludendo, che nel golf è la mente che governa la tecnica.