L’esordio del Circuito HD al Golf La Pinetina è stato caratterizzato dalla pioggia. La gara è stata disputata comunque perché non c’era rischio di fulmini, come spesso capita invece con i temporali estivi.

Questo è un pericolo da non sottovalutare assolutamente, come insegna la storia del golfista statunitense Lee Trevinocolpito da un fulmine e gettato violentemente in terra durante il Western Open del 1975. Da campione qual è, nel giro di un anno è tornato sui campi a grandi livelli, ma non tutti sono così fortunati da sopravvivere o non riportare danni permanenti in circostanze simili.

I campi da golf sono infatti uno dei posti più pericolosi in tal senso perché gli alberi isolati e gli oggetti metallici quali aste delle bandiere dei green, mazze, cart o eventuali ombrelli aperti attirano le scariche elettriche.

Come comportarsi quindi in caso di pericolo?

Se è possibile bisogna tornare immediatamente alla club house o comunque al chiuso, altrimenti anche ripararsi in un’auto va benissimo; in alternativa sono da preferire punti in cui la vegetazione è fitta, tipo boschi o aree con elevazione minima. Da evitare assolutamente le casette in legno – a meno che non siano dotate di impianto parafulmini – e le aree aperte, bagnate o sopraelevate.

Se ci si trova sfortunatamente lontani da eventuali possibili ripari il consiglio è abbandonare tutti gli oggetti metallici (mazze, cart, ombrelli e tutto ciò che potrebbe attirare la scarica del fulmine) e accovacciarsi a terra sparpagliati con le mani sulla testa.

Tanti Circoli hanno un rilevatore di fulmini e di conseguenza quando questi si avvicinano viene suonato il segnale acustico di allerta (tre suoni se si può terminare la buca, un suono prolungato se bisogna interrompere immediatamente la partita).

Il Regolamento del golf è molto chiaro in tal senso: anche qualora nessun segnale venga dato dal Comitato di gara, se il giocatore teme per la propria incolumità fisica è autorizzato a fermare il gioco – Regola n°6-8 e 33-2d.